CASTELL’AZZARA

“Non so chi sia stato a radunare nelle vie linde, piene di montagna, i poeti d’Italia: chiunque sia stato meriterebbe anche lui una via, con il nome e il cognome, nel paese di Casetell’Azzara. Qui, meglio che in vetta dell’Amiata, stanno a loro agio i poeti insieme alla gente di campagna , senza sussiego e senza lo sdegnoso canto.”

Idilio dell’Era

Il paese nasce ai piedi del Monte Civitella e sovrasta la sottostante valle del Paglia, si costituisce come il comune più alto del comprensorio amiatino.

Si arriva al borgo attraverso l’imponente Porta che si trova nella Villa Sforzesca, che anticamente fu sede di Gregorio XIII; inizialmente questo edificio aveva un giardino e delle fontane, oggi si presenta con una imponente facciata dove spicca lo stemma della famiglia degli Sforza.

Al palazzo si accede attraverso due rampe di scale, che anticamente erano decorate con affreschi e dipinti, nelle immediate vicinanze di questa struttura sorge la Chiesa di San Gregorio Magno.

Le origini di questo borgo, che in passato era conosciuto con il nome di Castellum Lazzari, sono antiche e si hanno le prime documentazioni della sua esistenza nel 1216.

Castell’Azzara fu dominio della famiglia degli Aldobrendeschi, dei Baschi ed infine passò alla famiglia degli Sforza. Le antiche mura di difesa oggi risultano inglobate dalle case che sono state costruite nel corso dei secoli, è ancora presente una delle porte che permettevano l’accesso al paese.

Tra gli edifici religiosi ricordiamo la Chiesa di San Nicola, che conserva un dipinto rappresentante l’Assunta con i Santi Martino e Niccolò e la Chiesetta dell’Oratorio, che custodisce un dipinto della Madonna del Rosario e i Santi Domenico e Caterina da Siena.

Fa parte del comune di Castell’Azzara il paese di Selvena, che ospita i resti della Rocca Silvana e dell’antica zona mineraria che prende il nome di Morone; il borgo ha origini molto antiche e sorgeva sulla collina che sormontava il fiume Fiora e fu di fondamentale importanza per la grande presenza sul suo territorio di minerali ed argento; per molto tempo fu posta sotto il dominio della famiglia degli Aldobrandeschi.

Un progetto prevede la realizzazione su quest’area di un “Parco Archeologico Medievale e Minerario”.