ARCIDOSSO

“Arcidosso è una vera cittadella tra i monti, conta più di quattromila abitanti e sorge, come Seggiano, sopra un poggio isolato. Il Castello annerito ne indica l’antichità; ma le case ammodernate della via principale, le filande, i frangitoi di olio, i vivai di carri, sono il segno dell’attività industriale e commerciale del luogo”

Gino Galletti

La via principale del paese è costituita da corso Toscana, lungo questa strada infatti sorgono numerosi negozi, giardini, piazze, l’edificio che ospita il comune e l’istituto magistrale intitolato a G.D.Pèri; a metà del percorso della via si incontrano le Fonti del Poggiolo, che inizialmente si trovavano all’interno del Duomo di Grosseto e Porta Castello, che permette l’accesso al centro storico del paese di Arcidosso.

Il centro storico si divide in tre aree principali: Terziere di Castello, che ospita il Teatro degli Unanimi sede dell’Accademia Amiatina,  e il Castello che fu dominio della Famiglia dagli Aldobrandeschi.

In quest’aera troviamo inoltre la Chiesa di San Niccolò che esisteva già nel 1114 e che oggi custodisce un’Acquasantiera realizzata da Pietro Amati e un Crocifisso in legno; l’intero borgo di Arcidosso si sviluppa intorno al Castello, numerosi stemmi ed iscrizioni si trovano sulle pareti delle abitazioni più antiche.

Terziere di Codaccio, a questa parte della città si ha accesso per mezzo della Porta dell’Orologio, all’inizio di via Talassese troviamo la casa nella quale nacque David Lazzeretti. In questa parte del borgo sorge la chiesa di San Leonardo che contiene alcune opere dell’Amati, di Francesco Vanni e di Bartolomeo Neroni( alcuni dipinti di questo artista prima erano conservati nel convento di San Processo).

Il Terziere di Sant’Andrea vede invece la presenza della Chiesa dedicata allo stesso Santo, questa Chiesa conserva al suo interno un Crocifisso realizzato in cartapesta, un dipinto che rappresenta la Vergine in trono con i Santi e gli Angeli mentre dove inizialmente si trovava il sepolcro del poeta G.D.Pèri oggi sorge un altare.

Fuori dalle mura si trova invece la chiesa della Madonna Incoronata che fu costruita nel 1348 dopo una terribile epidemia di peste che colpì il paese; l’edificio oggi presenta numerose modifiche che sono avvenute nel corso dei secoli, ma la facciata rispetta chiaramente lo stile del quattrocento.

All’interno la Chiesa custodisce una Fonte Medicea e, al di fuori,su di un lato vede la presenza del Campanile realizzato nel 1851. Tra le opere d’arte contenute nell’edificio ricordiamo un dipinto della Madonna col Bambino che prima si trovava nel Palazzo della Capitaneria, alcuni dipinti attribuiti a Ventura Salimbeni ed a Francesco Vanni ed un altare in pietra realizzato dall’Amanti.

Fa parte del comune di Arcidosso il paese di Montelaterone, che si configura come borgo medievale; il nucleo abitativo sorge su una collina che sovrasta le valli del fiume Lente e Zancona.

Il paese è tra i più antichi del comprensorio amiatino, fu dominio dell’Abbazia di San Salvatore, degli Aldobrandeschi, della Repubblica di Siena e di Orvieto; al paese si accede attraversano Porta di Mezzo.

Tra gli edifici religiosi che si trovano all’interno del borgo ricordiamo la Chiesa di San Clemente, che custodisce un Crocifisso realizzato nel 1700 e un Tabernacolo in pietra; la Chiesa della Misericordia, che si trova fuori dalle mura che circondano il paese e conserva degli affreschi attribuiti a Francesco Nasini,e la Cappella delle Schiacciaie, che ospita numerosi affreschi del quattrocento.

Tra i due paesi di Arcidosso e Montelaterone troviamo la Pieve di Lamulas, all’interno di questa struttura si conservano una Madonna in legno e numerosi bassorilievi, sorge invece tra Capannelle e Bagnoli la Pieve di Santa Mustiola.

Il territorio di Arcidosso vede inoltre la presenza del Convento dei Frati Cappuccini, all’interno del quale è custodito un dipinto di Francesco Vanni rappresentante la Madonna col Bambino e i Santi Bernardino da Siena, Francesco e Leonardo.

Il comune di Arcidosso inoltre comprende i borghi di Bagnoli,Macchie, Zancona e Stribugliano. Ad Arcidosso nacque David Lazzeretti, conosciuto con l’appellativo di “Profeta”.

Questo personaggio partecipò alla seconda guerra d’indipendenza, mentre tornava a casa, attraversando le campagne Maremmane ebbe una improvvisa visione alla quale ne seguirono molte altre.

La vita di David non era all’insegna della religione e della fede, ma queste manifestazione fecero cambiare totalmente la sua vita, che David decise di dedicare alla religione; si ritirò sul monte Labbro per condurre una vita da eremita e ben presto fu raggiunto da due sacerdoti; il monte divenne il centro del movimento Lazzerettista e sulla sua superficie vennero costruiti un Eremo e una Chiesa.

Il nuovo movimento ebbe una larga diffusione e ben presto David decise di fondare l’Istituto degli Eremiti Penitenzieri e la Santa Lega o Fratellanza Cristiana che si sarebbe occupata di orfani, vedove e poveri.

Nel 1872 istituì inoltre la Società di Famiglie Cristiane, a questa società aderirono ben 80 famiglie che decisero di mettere in comune tutti i loro beni e le loro ricchezze; David visse insieme a queste famiglie costituendo una società paritaria, dove le donne avevano il diritto di voto.

Il Profeta viaggiò molto ed incontrò personalità religiose come Don Bosco che lo incoraggiò nel suo operato ed un magistrato di origini nobili che decise di finanziare le sue attività. Nel 1878 David fu scomunicato, nella speranza di spezzare la nuova tendenza alla comunione dei beni cui i grandi proprietari e i ricchi signori erano avversi; a sostegno del Profeta venne organizzata una processione che partì dal monte Labbro, la manifestazione di solidarietà fu fermata dai carabinieri, David però proseguì e venne ferito a morte dai proiettili sparati dai carabinieri, morì la sera stessa a Bagnore.